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La Mandorla : frutto ricco di storia e leggende

Mandorle Siciliane

Le mandorle sono un prodotto tipico siciliano, ed in generale del sud Italia, inserito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nella lista dei prodotti tradizionali italiani.

L’origine del mandorlo è incerto: secondo alcuni studi, nasce in Asia Orientale e viene poi diffuso dai Fenici nell’area mediterranea, che lo importarono in uno dei loro viaggi in Sicilia.

Il suo periodo di fioritura è precoce: da Gennaio a Marzo i rami si vestono dei distintivi fiori bianco rosati: sembra un sogno vedere le distese di mandorleti e i candidi petali che al loro cadere richiamano quasi una magica neve odorosa.

Il mandorlo è investito di un ruolo simbolico in molte culture: col suo sbocciare in Siria ed Israele, si inaugura la festività del Capodanno degli Alberi;

per la religione cattolica, invece, il mandorlo ha sempre identificato la promessa fatta da Dio al suo popolo: uno dei riferimenti scritti più antichi alle mandarle compare nella Bibbia, nel Libro dei Numeri, ove il bastone di Aronne produce fiori e mandorle mature.

Nell'antico Egitto e in Grecia erano frutti molti diffusi, tanto che i Romani le chiamavano "noce greca". La stessa mandorla ricopre varie ruoli: è utilizzata dai teologi come simbolo della verginità di Maria.

In passato si usava sposarsi durante la sua fioritura come augurio di buon auspicio per la famiglia.

Ma senza ombra di dubbio, come tutte la piante tipiche della Sicilia, la sua nascita è legata ad una legenda greca che, neanche a dirlo è tragica e fatale, quella della storia di Demofonte e Fillide.

L’insorgere della guerra di Troia costrinse Demofonte a partire e la ragazza, straziata dalla lunga attesa per l’amato e dal sospetto della sua morte, si lasciò morire. La dea Atena, commossa, decise di trasformare la giovane in uno splendido albero di mandorlo. Demofonte, al ritorno, abbracciando la pianta, venne ricambiato con il dolce cadere dei petali. E questo “gesto d’affetto” fra i due innamorati si ripete ogni anno: quando i fiori dell’albero al loro sbocciare annunciano la primavera.

Plutarco narra che presso i latini la mandorla era ritenuta un rimedio contro l’ubriachezza: riferisce di un medico che, ospite dell’imperatore Tiberio, sfidava chiunque a bere del vino per vedere chiavesse retto la bevanda inebriante.

Il mistero della sua perenne sobrietà fu rivelato il giorno che fu sorpreso a mangiare mandorle prima del pasto. Sotto torchio confessò che se non avesse mangiato quei frutti, anche una minima quantità di vino gli avrebbe dato alla testa.

Se il mandorlo è la pianta, la mandorla è il suo seme, commestibile.

Da essa si estrae, tramite spremitura a freddo, un olio limpido e inodore che si usa come emolliente per le pelli sensibili e secche .

Una tra le bevande più diffuse è il latte di mandorla, una bibita molto energetica ricca di vitamine del gruppo B1 e B2, magnesio, ferro e calcio, utilizzata soprattutto nelle calde estati dei Paesi mediterranei servita miscelata con acqua freschissima.

Le proprietà altamente caloriche e nutritive erano ben note anche a Carlo Magno che contribuì alla diffusione del mandorlo, perché considerato anche una pianta che donava cura.

Nel Medioevo la mandorla divenne uno degli ingredienti più usati sia nella cucina di corte che per gli afrodisiaci e i filtri d’amore. Tale successo era legato alla sua forma che richimava l’organo femminile, pronto ad aprirsi per portare alla luce il seme/frutto.

Un trattato di medicina datato XVI sec. di un certo il medico-botanico Mattioli dichiarava: "... molti le usino ne restaurativi e nelle medicine che aumentano il coito".La credenza rimase fin tutto il '700 dove le mandorle, diventarono ingrediente essenziale anche dei biscotti "restaurativi".

Regalare e mangiare confetti di mandorle in occasione di nozze e battesimi deriva proprio dal valore simbolico di prosperità collegato alla mandorla.

L’uso della mandorla nella tradizione dolciaria siciliana è essenziale e tipica: dai dolcetti secchi alle bevande alle granite ….. Del tripudio di dolci di mandorle e della loro nascita nei conventi siciliani però ne parleremo in un prossimo articolo…

Simona

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