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La verità sul concerto di Morgan a Selinunte

Morgan in concerto a Selinunte
Morgan in concerto a Selinunte

Ero al concerto di Selinunte, e la situazione riportata da molte testate è diversa da ciò che è realmente accaduto.
Se si vedono soltanto dei pezzi estrapolati da una situazione (dei video nella fattispecie), si capisce ben poco dell’intero scenario.

Una cosa è certa, Morgan al concerto di Selinunte non ha insultato il pubblico, così come è stato fatto credere.

Altra cosa certa, il linciaggio mediatico di insulti ricevuti dai social di gente che non ha nemmeno provato ad informarsi, a capire... e che ha scagliato ferocemente pietre imitando altri davanti a loro.

In molti si chiedono stupiti come mai agli insulti il pubblico risponde con applausi, non se ne possono capacitare.
Forse perché le cose sono andate diversamente da come descritte?

Premesso che il sottoscritto non è fan di Morgan, non lo ascolta musicalmente, non vede le trasmissioni cui partecipa e san ben poco della sua biografia.
Personalmente sono andato attratto dal fatto di poter sentire canzoni di Franco Battiato eseguite da un artista apprezzato musicalmente.
Premesso che, in ogni caso, il turpiloquio non sia giustificabile, è comprensibile la debolezza dell'essere umano e l'umanità dell'artista.

Quindi, cerco di riportare i fatti, non in offesa o difesa di qualcuno.
Riporto gli orari, quando possibile, in base ai video miei o che ho recuperato.

Il concerto di Morgan a Selinunte

Nell’ambito del Festival della Bellezza che si tiene dal 27 marzo al 19 ottobre 2023, in alcuni degli scenari iconici di più grande suggestione in Italia, tra cui i Templi di Selinunte, era previsto lo spettacolo “Battiato, segnali di vita e arte

Nello specifico in programma l’evento è promosso come una “Lezione-Concerto” e descritto: “Lo sguardo cosmico del poeta eclettico. Il distaccato sarcasmo, l’esotismo immaginifico. Tra filosofia e trascendenza, l’estetica del postmoderno. L’ironico nonsense, inusuali commistioni per opere inaudite.”

Il concerto era previsto alle 21. Morgan è arrivato un po’ dopo a causa delle avverse condizioni climatiche che a Milano avevano ritardato il volo.

Alle 21.50 è sul palco, scusandosi per il ritardo dovuto al maltempo, e comincia a lodare la bellezza del luogo.
Spazia tra grandi filosofi e musicisti della storia umana, nei discorsi intercala improvvisamente al pianoforte brani che sorprendono, arrangiati  notevolmente, dando la sensazione di sommità coerentemente alla scenografia mitica del tempio E

Spazia dai grandi della musica classica (Mendelssohn, Bach, Wagner, Beethoven...) a chicche sul suono delle note… infilando le mani dentro il pianoforte per provocare suoni direttamente con le proprie mani…  parla della bellezza delle note, degli accordi.

Alle 22.05 suona Chiaro di Luna di Beethoven
Fa riferimenti a Cristiano ed Isotta,  a Stand By Me

Applausi

Alle 22.11 entusiasma la platea con “Altrove”:

“Ho deciso;
Di perdermi nel mondo;  
Anche se sprofondo;
Lascio che le cose;
Mi portino altrove;
Non importa dove.
[...]"

Alle 22.20, sempre al pianoforte, passa dalla consonanza di Pitagora a delle note inquietanti affermando: “siamo nella musica brutta, infatti tutti se ne vanno, che inutile serata, la musica è finita…”
E dalla bruttezza delle note passa celestialmente a Bach, mentre lo definisce un mago della musica:  Cello Suite No. 1 Prelude si diffonde placidamente e riecheggia dolcemente tra le antiche colonne cadute dei templi G ed F, alle spalle del palchetto.  

Morgan, mentre suona, è estasiato, così come il pubblico che lo ascolta.  

Applausi

Suona senza fermarsi tra la perpetuità delle rovine, tra i fiumi Selino e Belice che sfociano nel Mediterraneo, e comincia a cantare:

“vai, che il tempo non esiste;
via, come un fiume;  
chissà se mai ti rivedrò,
che tanto poi, vai,
che il tempo porta tutto, tutto via con sé, dentro il mare”
[…]

“Per sempre”. 

Applausi.

Tra i brani anche “Il nostro concerto” di Umberto Bindi…
e tra una canzone e l’altra, alle 22.40  avvince intensamente cantando:

“Il mio giorno è cominciato in te,
la mia notte mi verrà da te, un sorriso ed io sorriderò,
un tuo gesto ed io piangerò
[...]"

Il mio mondo” di Umberto Bindi su testo di Gino Paoli, 1963.

Ed ancora, proprio illuminati dal satellite naturale della terra che si rifletteva nella valle, sui templi e sul mare nello sfondo del palco, in una super ispirazione, sorprende con “Life on Mars?” di David Bowie e “Guarda che Luna” di Fred Buscaglione

Applausi su applausi.

Quanta passione e quanta emozione nel momento in cui, sulla base del Concerto in G Major, M. 83 - II. Adagio assai di Maurice Ravel comincia a cantare la romanticissima “Quando” di Luigi Tenco:

“Quando
il mio amore tornerà da me,
nel cielo,
una stella brillerà (anziché “splenderà” ndr).
Si è spenta da quando il mio sogno è svanito,
da quando il mio amor fuggì da me
[...]"

La canzone non era di Battiato, eppure lo stile, l’atmosfera magica che si era creata ricordava tanto il cantautore siciliano.

Ascolto sempre Battiato, dai grandi successi, risalendo all’album d’esordio Fetus e giù di lì nel suo mondo senza confini.
Le sue sperimentazioni musicali, l’ eterogeneità di stili, le sue continue variazioni, fanno pendant con l’esplorazione delle culture, della società, delle scienze, dell’uomo dentro e fuori nell’universo.
Ed anche i suoi concerti erano mistici.

Come un fulmine a ciel sereno, qualcuno dal pubblico invoca “Battiato” seguito in coro da qualche altra persona vicina.
Si sente chiaramente un urlo: “Sei fuori tema!”.

Morgan ribatte giustamente di essere lui a dover decidere il tema...
Ogni qualvolta si sta per rimettere a suonare, viene provocato, fino a quando non sbrocca.

Spiega che non deve fare lezioni su Battiato: “ […] Battiato è dentro di me, non devo fare la lezione su Battiato […], Battiato è mio, mio possedimento, della mia anima, e la senti.. e se tu non la senti sei sordo” 

Il pubblico applaude Morgan, è d’accordo con lui (parolacce a parte probabilmente).

Comincia un battibecco tra i provocatori e Morgan.

Morgan chiede al pubblico se quello che avevano visto era piaciuto fino ad allora...
ed il pubblico lo conferma a gran voce… a parte il paio di persone che lo avevano interrotto.
Morgan fa il grande errore di continuare a tenerli in considerazione, sfogandosi con turpiloquio.

Lo stesso Morgan precisa di non riferirsi a tutti ma a quei due o tre che lo provocano:io mi rivolgo a loro, non agli altri OVVIAMENTE, non faccio di ogni erba un fascio”.

Risponde anche alla provocazione: “Sgarbi, esci da questo corpo!” 
obiettando: “Tu identifichi la polemica con Sgarbi”… “tutte le persone che sono contrari all’idiozia sembrano Sgarbi”…
…“Proteggere le cose che ora voi state guardando, perché Sgarbi fa questo nella vita, ringraziatelo”…

La gente applaude Morgan e lo invita ad andare avanti.

Il pubblico mormora e dice “basta” non a Morgan… ma a chi continua a provocarlo!
Morgan non vuole cantare se non se ne vanno quei 2/3 che persistono a fomentarlo.

Ho dei sentimenti” … “Non sono un personaggiosi sfoga Morgan… ricominciando il turpiloquio.

La gente applaude l’artista cercando di incoraggiarlo a continuare.

Morgan è nervoso: “secondo voi con che coraggio io adesso mi metto ad essere gentile? Perché la musica è gentilezza.  Come posso io adesso tirar fuori il bello? Dopo che ho visto questa volgarità?!.”

Dal pubblico chiedono: “fallo per gli altri!!”

Ma il clima è incandescente, passano altri minuti. 
Poi i chiarimenti con qualcuno.  
Il clima si rasserena, Morgan si spiega e chiede - in generale - rispetto gli artisti che si stanno esibendo.

La gente lo applaude più volte durante questo discorso e mostra assenso, con qualche “bravo”!

Racconta alcuni aneddoti su Battiato, con il quale ha lavorato e collaborato.
Viene reinterrotto… la gente mostra dissenso contro il disturbatore, ma il cantautore ci ricasca.
Chiede al servizio d’ordine l’allontanamento del tizio, cadendo nella citazione di stereotipi.
Battibecco.

In tutto circa 15 minuti di polemiche. 

Alle 23.20 si siede e comincia a suonare canzoni Battiato, mostrando il digitus impudicus, il dito indecente, l’ammonimento nei confronti di un'azione vergognosa (impudica).

L’interpretazione e l’enfasi data a “Povera Patria”, di Franco Battiato non lascia dubbi ad interpretazioni.
Seguono in un tutt’uno musicale, L’Animale, Il Re del Mondo

Alle 23.34 è la volta di “Segnali di Vita” con un sottofondo di applausi.

Chissà per quali vie sarebbe arrivato a Battiato se non fosse stato interrotto, chissà quali pezzi avrebbe donato, chissà con quali tempi.
Lui era per lì per donare perle al pubblico ed il pubblico era per lui, contro chi non sa apprezzare l'arte.

Calogero Dimino

Calogero

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